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La tua scheda Google My Business lavora davvero per te?

“Se avessi un euro per ogni volta che un’azienda non compare su Google, non avrei bisogno di cercarla.” (Anonimo… ma probabilmente un tuo cliente!). Nel 2004, un ristoratore giapponese di New York si accorse che i clienti diminuivano nonostante il passaparola. Non era cambiato il cibo. Non era cambiato il servizio. Era cambiata una cosa sola: la sua attività non compariva più tra i risultati locali dopo un aggiornamento di Google Maps. La morale? Nel 2025 non è più questione di esserci sul web: è questione di farsi trovare bene. In questo articolo ti raccontiamo cos’è davvero Google My Business oggi, come funziona una scheda google my business e soprattutto come usarla per trasformare una semplice scheda in uno strumento di visibilità, fiducia e conversione.

Come funziona Google My Business?

Oggi si chiama Google Business Profile, ma la sostanza è la stessa: una scheda gratuita che mostra tutte le informazioni chiave della tua attività. Ma non basta compilarla una volta. Serve nutrirla come si fa con un algoritmo: dati freschi, contenuti veri, relazioni umane. Google My Business è il tuo punto d’incontro con chi ti cerca. Mostra orari, indirizzo, numeri, recensioni, post e altro… ma solo se lo aggiorni regolarmente. Un caso reale? Il caffè Blue Bottle Coffee di Oakland in California ha introdotto foto di produzione, menù stagionali e risposte puntuali alle recensioni. Ne è seguito un aumento del 20% nelle richieste di direzioni e nei risultati organici, senza promozioni.

Cos’è davvero la scheda Google My Business?

Molte aziende la vedono come un modulo da riempire, ma in realtà è la prima pagina che Google mostra su di te e, spesso, l’ultima che il cliente legge prima di decidere. E lo decide in fretta. Secondo uno studio BrightLocal il 68% degli utenti prende una decisione dopo aver visto solo la scheda. È la prima porta di contatto, spesso più cliccata del sito web. Ecco perché curate le foto, una descrizione chiara e le risposte (anche a critiche) sono fondamentali. Il musicista Gabe Dixon, per esempio, usa la scheda Google My Business per mostrare performance, foto del camerino e link a eventi. Il risultato? Fan locali che arrivano direttamente dalla scheda.

Come usare al meglio Google My Business?

Curare e aggiornare il proprio Google My Business non è tempo buttato, ma è presidio digitale di prossimità. Funziona se lo tratti come un media, non come una bacheca. Ecco alcuni consigli per gestire al meglio la tua scheda:
  • Pubblica post come su Instagram: offerte, eventi, novità.
  • Carica foto settimanalmente (meglio se ambientate).
  • Rispondi sempre alle recensioni, anche a quelle cattive (soprattutto a quelle cattive).
  • Aggiungi domande/risposte, link al sito, prodotti e servizi.
Un dato curioso? Se inserisci foto scattate dai tuoi clienti (se ti hanno autorizzato) aumenta il tempo di permanenza sulla scheda del 42%.

Google My Business: chi ti trova… decide in 5 secondi!

E no, non lo fa perché hai il logo figo o una recensione a 5 stelle. Lo fa se sei leggibile, accessibile, coerente, visivamente umano e se dimostri che dietro c’è davvero qualcuno che ascolta. Su Instagram il reel di ieri è già sparito, ma una scheda Google curata è visibile ancora… e funziona perché:
  • ti posiziona nel tuo territorio;
  • trasmette fiducia;
  • apre una conversazione prima ancora che il cliente ti scriva.
È una strategia imprescindibile, è dove tutto inizia, è marketing locale in real time!

Vuoi fare davvero la differenza con la tua scheda Google? Scrivici su info@ilovemarketing.it.
Oppure cerca “I Love Marketing” su Google. Se ci trovi (e ci trovi bene), avrai già capito perché conviene lavorarci.